Uno standard internazionale
L’International Coach Federation, che ha sede negli USA ed è presente in un centinaio di Paesi di tutto il mondo - tra cui l'Italia - per un totale di oltre 17mila aderenti (dati 2010), ha definito una serie di standard professionali per fissare caratteristiche e confini della professione di coach, con tre livelli di certificazione che attestano l’esperienza e la professionalità del singolo coach.
Ha inoltre stilato un Codice Etico che tutti gli iscritti sono tenuti a sottos
crivere, contenente le norme di comportamento personale e professionale che contraddistinguono un coach.
Per esercitare questa professione non è obbligatoria l’iscrizione ad alcun albo o associazione: l’adesione a ICF, tuttavia, è un elemento di chiarezza in merito al tipo di intervento professionale che il coach si impegna ad attuare, perché ci si riferisce a principi, metodi e standard stabiliti a priori.
E' anche un elemento di garanzia in quanto il cliente è tutelato da ciò che è chiaramente esplicitato nel Codice Etico, che delinea i confini della professione e chiarisce quali sono gli impegni morali e i doveri del coach verso il cliente.


